APPUNTAMENTI
Coerente presa di posizione dell'Udc della provincia di Pordenone nei confronti degli alleati locali del centro-destra, in vista del ballottaggio per l'elezione del Sindaco di Pordenone
Il Coordinamento provinciale dell'Udc di Pordenone, riunitosi venerdì 20 maggio, dopo aver attentamente analizzato i risultati ottenuti a Pordenone nelle elezioni amministrative del 15 e 16 maggio scorsi, ha rivolto un sincero ringraziamento al candidato Sindaco Maurizio Salvador, a quanti si sono prestati a rappresentare e tutelare il partito in una situazione obiettivamente molto difficile e agli elettori che hanno riposto fiducia nella proposta amministrativa dell'Unione di Centro.
Partendo dal fatto incontestabile che l'Udc si è trovata politicamente isolata per l'improvviso veto della Lega Nord e per l'incomprensibile acquiescenza a questo diktat da parte del Pdl, trovandosi costretta a costruire in poche ore una difficile campagna elettorale, sono state giudicate "incommentabili" le espressioni di autorevoli rappresentanti del centro destra che hanno voluto provocatoriamente chiedere, a urne chiuse, all'Udc di dichiarare da che parte sta.
Questo senza che ufficialmente sia pervenuto in questa settimana alcun cenno di resipiscenza da parte della Lega Nord e del Pdl sugli atteggiamenti pregressi.
Nel corso del dibattito è stata ribadita la volontà di tutelare anche in occasione del ballottaggio l'immagine e la dignità politica del partito, in coerenza con la decisione a suo tempo assunta di correre con una propria lista, un proprio candidato sindaco e con il proprio simbolo.
All'unanimità il Coordinamento provinciale dell'Udc, senza ridiscutere le alleanze in corso in Regione, Provincia e Comuni, per le quali si conferma validità ed utilità, ha deliberato di lasciare piena libertà di voto ai propri elettori nel prossimo ballottaggio, sempre nell'arco dei valori del centro politico, in ciò conformandosi con le indicazioni nazionali del partito.
Se è vero che nell'immediato in politica contano i numeri, in un'ottica più lungimirante non possono passare in secondo piano etica e coerenza.
Pordenone, 21 maggio 2011